Il riscaldamento globale aumenta la concentrazione di mercurio nei pesci ​

La concentrazione di mercurio presente nei pesci che finiscono sulle nostre tavole potrebbe aumentare di ben sette volte.
A dare l’allarme sono i ricercatori dell’Università svedese di Umea che, in uno studio pubblicato sulla rivista Sciences Advances, definiscono la situazione «critica».

Le cause

Secondo il team svedese, la causa principale è rappresentata dallo scioglimento dei ghiacci e dall’incremento delle precipitazioni, dirette conseguenze del riscaldamento globale.
Il deflusso delle acque negli ambenti marini causerebbe l’aumento della concentrazione del pericoloso metallo pesante. L’utilizzo del carbone e l’estrazione del ferro, infatti, sono la causa della contaminazione dell’ambiente terrestre da metilmercurio, un composto organico del mercurio altamente tossico. Le piogge, dunque, contribuirebbero a “lavare” il metilmercurio, convogliandolo direttamente nei corsi d’acqua.
Il metilmercurio, a questo punto, è assorbito dalle alghe e inizia la risalita nella catena alimentare: lo zooplancoton contaminato viene consumato dai pesci, che a loro volta vengono in contatto con il pericoloso metallo pesante. Secondo i ricercatori, ad ogni nuovo step nella piramide alimentare, l’accumulo di mercurio decuplica.

Quali sono i rischi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il pesce contaminato da mercurio tra le 10 minacce più gravi alla salute umana e la più comune forma di esposizione a questo elemento è, appunto, quella di consumare le carni contaminate dei pesci.
Il mercurio può causare danni al sistema digestivo, al sistema nervoso centrale e quello immunitario. Le fasce più vulnerabili ai danni del mercurio sono le donne in stato di gravidanza e i bambini.

Come fare per difendersi dal mercurio

Il consumo consapevole di pesce è il mezzo di prevenzione più efficace. Le specie di pesci più longeve e in cima alla catena alimentare – come, ad esempio il tonno, il pesce spada e il luccio – contengono concentrazioni più elevate di mercurio. Il consiglio è quello di consumare le specie più piccole, prestando sempre un occhio di riguardo alla provenienza del pescato.